Ho notato che anche chi crede che tutto sia predestinato e che non si possa fare nulla per cambiarlo, guarda prima di attraversare la strada Stephen Hawking, fisico, matematico e cosmologo britannico

Appello al voto: votiamo no per l’Autonomia e il futuro della nostra Terra

  • Appello al voto: votiamo no per l’Autonomia e il futuro della nostra Terra

  • 29 novembre 2016 da 1 Commento

Ci siamo, il 4 dicembre si sta avvicinando e la campagna referendaria è entrata nei suoi ultimi e cruciali momenti. “Ora come ora la situazione è delle più tristi” – commenta Michele Bella, Obmann del Movimento Nuovo Trentino Nuovo Tirolo – Freiheitliche – “in questi giorni stiamo infatti assistendo ad un’intensa campagna di pura demagogia a favore del sì da parte del Centrosinistra autonomista. Mentre il nostro Movimento, coi suoi limitati mezzi, sta facendo il più possibile per rendere consapevole la popolazione degli effettivi rischi e danni che avremo per l’Autonomia, il PATT e gli altri partiti filo-centralisti promuovono invece una propaganda improntata sul ‘terrorismo’: spesso ormai si leggono o si sentono frasi del tipo ‘se non si vota sì sarà la fine dell’autonomia’. Ma… non eravamo «nell’autonomia più bella del mondo»? Come si può sostenere che lo stato attuale sia il peggio possibile… siamo stati presi in giro per tutti questi anni? Rendiamoci conto.

Detto questo, la cosa che più dispiace è sicuramente la continua opera di mistificazione dei principi del diritto costituzionale che la maggioranza sta compiendo ormai da giorni. In un climax di dichiarazioni si è arrivati persino a dire – con il Sen. Zeller – che «non serve essere giuristi» per capire che la tanto citata intesa per la revisione dello Statuto si concretizza in un parere vincolante dinanzi al Parlamento (che dovrà poi approvare la legge costituzionale di modifica dello Statuto). Ahimè è qui l’errore, caro Senatore: una Riforma costituzionale così invasiva e composita non può che essere il regno dei giuristi. Non serve a nulla credere al mondo delle favole solo perché esistono sulla carta due righette di clausola sospensiva (di finta salvaguardia) che, alla prova dei fatti, si riveleranno impotenti per molte delle problematiche che avremo col nuovo assetto centralista dello Stato. Non parliamo poi di questa procedura che regolerebbe l’intesa, un processo che non è scritto da nessuna parte checché ne dica Zeller (non c’è nessuna garanzia giuridica) e che, con molta probabilità, è presente solo in qualche documento di scrittura privata elaborato a porte chiuse col Governo: si tratta di un accordo partitico che, come tale, non ha nulla a che fare col mondo del diritto, il Parlamento dovrà essere necessariamente coinvolto (in un clima di ostilità nei confronti delle Autonomie speciali, tra l’altro…). Ricordiamocelo, sul piatto c’è la nostra Autonomia e la sua tutela, dall’altra la sua svendita e un salto nel buio: c’è da fidarsi di Roma? e di Renzi?

D’altra parte, in conclusione, fu lo stesso Ugo Rossi che nel 2006 sostenne il voto contrario alla Riforma federalista della Devolution per la presenza dell’interesse nazionale (in una declinazione persino più debole) nonostante l’importante inserimento del principio dell’intesa per la revisione dello Statuto nella Costituzione (e non in una norma transitoria valida solo fino alla revisione dello Statuto come ora) (vedi qui). Se è vero quello che gli esponenti del Centrosinistra autonomista vanno oggi sostenendo, allora dieci anni fa il PATT ha scelto di mettere a rischio la nostra autonomia con i vari Governi che poi si sono susseguiti (Prodi, Berlusconi, Monti, Letta e Renzi). Nel 2006 il PATT non ha voluto sostenere manco lontanamente il sì ad una Riforma – federalista per di più – che introduceva quel principio dell’intesa oggi così (a detta loro) fondamentale. Teniamolo presente, l’Autonomia è a rischio: non c’è nessuna garanzia giuridica che ci tuteli. Il 4 dicembre non ci resta che votare NO”, così conclude Michele Bella del Movimento Nuovo Trentino Nuovo Tirolo – Freiheitliche.


Riassumendo, il Movimento Nuovo Trentino Nuovo Tirolo – Freiheitliche invita tutta la popolazione trentina e tirolese a votare no al referendum costituzionale per i seguenti principali motivi:

1) Dal giorno dopo l’eventuale approvazione della Riforma perderemo le «maggiori forme d’autonomia» assunte indirettamente con la clausola di maggior favore nel 2001: si tratta di una ventina di materie tra le quali citiamo: “sicurezza alimentare”, “tutela e sicurezza del lavoro”, “programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica”, “commercio con l’estero”, “produzione, trasporto, distribuzione nazionali dell’energia” ed infine “infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto d’interesse nazionale”. A proposito la clausola di salvaguardia (o sospensiva) è impotente, infatti queste competenze spariscono per sempre dalla costituzione: riferirsi ad un comma non più in vigore è un controsenso giuridico, sarebbe stato necessario elencare una ad una le materie perse, ma così non è stato fatto.

2) Nella Costituzione viene introdotta la clausola di supremazia della legge dello Stato su quella delle Regioni, Benché (come sembrerebbe) questa norma non valga per il nostro legiferare fino alla revisione dello Statuto (ma dopo?), essa introduce pericolosamente a livello costituzionale i principi dell’Interesse nazionale e dell’Unità giuridica ed economica (!) della Repubblica. Si tratta di possibili vincoli di sistema che la Corte Costituzionale, alla prima occasione di contenzioso (e ce ne saranno presto), farà valere anche per le Regioni speciali: è un rischio che non possiamo correre, pensiamo solo alle mille contese che abbiamo già ora con lo Stato in termini di risorse economiche. Non diamoci la zappa sui piedi.

3) Oltre a diverse materie un tempo concorrenti lo Stato attrae su di sé diverse nuove materie esclusive: si tratta di competenze come la «Tutela della salute» e il «Governo del territorio» che, come già avviene oggi con la «Tutela dell’ambiente», la «determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale» e la «tutela della Concorrenza» potranno incidere anche sulle nostre materie primarie da Statuto d’autonomia per via della loro trasversalità. A proposito, particolarmente preoccupante è anche il passaggio alla legislazione esclusiva dello Stato del «Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario». Infatti, con il sì alla riforma daremo più forza a questo «grimaldello» che lo Stato sta già utilizzando «per ridimensionare, talvolta fino ad annullarle, non solo la potestà legislativa regionale ma anche la potestà statutaria e organizzativa delle Regioni, come già avvenuto nella prassi»; sono parole del Prof. Tarli Barbieri, che in audizione al Senato ha anche sottolineato come si voglia «attribuire allo Stato una clausola di passe-partout, assai più intrusiva della ‘clausola di supremazia’».

4) L’intesa è un vero e proprio azzardo, non ci sono garanzie giuridiche su come sarà regolata. A proposito si sono espressi due massimi esperti del nostro assetto d’Autonomia (non personaggi da salotti tv), ossia il Prof. Roberto Toniatti– «a poche settimane dal voto del 4 dicembre ancora non sappiamo come sarà regolata la procedura dell’intesa e non sappiamo su quali garanzie giuridiche possiamo fare affidamento» – e la Prof.ssa Stefania Baroncelli – «certamente, dovendosi approvare una l. cost., il Parlamento dovrà essere coinvolto nella decisione». Ed è proprio questo coinvolgimento del Parlamento che ci fa comprendere i rischi ai quali andiamo incontro (a cosa serviva se no la richiesta di garanzie scritte – ovviamente respinta – da parte del Centrosinistra autonomista?). In definitiva la clausola di salvaguardia è «giuridicamente monca», non consentirebbe di «opporsi a una revisione statutaria non condivisa» (Toniatti), manca un qualsiasi diritto di veto. L’unica salvaguardia che il Centrosinistra autonomista ha ottenuto è di natura politica, è una promessa – una delle tante – che Renzi ha concesso.


Per chi volesse approfondire

LISTA INTERVENTI SULLA RIFORMA DEL TITOLO V (dal 2014)
in ordine cronologico:

_2016_

26/XI – «Per Renzi Autonomia salva solo perchè mancavano i voti: con il sì non sarà più così» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/per-renzi-autonomia-salva-solo-perche-mancavano-i-voti/

25/XI – «Zero garanzie su come sarà regolata l’intesa (Parte V)»:
www.ntnt.eu/zero-garanzie-su-come-sara-regolata-lintesa-v/

21/XI – «Il coordinamento delle finanze allo Stato sarà “più intrusivo della clausola di supremazia”», (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/il-coordinamento-delle-finanze-allo-stato-e-piu-intrusivo-della-clausola-di-supremazia/

4/XI – «Nel testo vi sono nuove materie trasversali (Parte IV)»:
www.ntnt.eu/nel-testo-vi-sono-nuove-materie-trasversali-iv/

25/X – «Col sì pura incoscienza politica del PATT: la clausola di salvaguardia è scritta male» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/col-si-pura-incoscienza-politica-del-patt/

24/X – «La Clausola di salvaguardia è formulata male (Parte III)»:
www.ntnt.eu/la-clausola-di-salvaguardia-e-formulata-male-iii/

19/X – «La Clausola di supremazia è un cavallo di Troia (Parte II)»:
www.ntnt.eu/la-clausola-di-supremazia-e-un-cavallo-di-troia-ii/

19/X – «Lo Statuto non è l’unica fonte dell’autonomia (Parte I)»:
www.ntnt.eu/lo-statuto-non-e-lunica-fonte-autonomia/

6/X – «Sempre meno risorse: con che coraggio si può sostenere il sì al referendum?» (di Matteo Nicolodi):
www.ntnt.eu/sempre-meno-risorse/

3/X – «Autonomia sacrificata per quattro inutili poltrone al Senato» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/autonomia-sacrificata-per-quattro-inutili-poltrone-al-senato/

27/IX – «Referendum costituzionale: si vota il 4 dicembre» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/referendum-costituzionale-si-vota-il-4-dicembre/

3/IX – «Referendum e autonomia: inattendibili le promesse della Boschi» (di Matteo Nicolodi):
www.ntnt.eu/referendum-e-autonomia-arrivate-le-inattendibili-promesse-della-boschi/

20/VIII – «Per la maggioranza gli accordi partitici vengono prima dell’autonomia» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/per-la-maggioranza-gli-accordi-partitici-vengono-prima-dellautonomia/

17/VIII – «Continuano le riforme accentratrici di Roma» (di Marco Grossmann):
www.ntnt.eu/continuano-le-riforme-accentratrici-di-roma/

25/VII – «Indennità dei Consiglieri verso l’aumento con l’approvazione della riforma costituzionale» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/indennita-dei-consiglieri-verso-laumento-con-lapprovazione-della-riforma-costituzionale/

21/VII – «Consulta per il Terzo Statuto svilita dalla stessa maggioranza» (di Marco Grossmann):
www.ntnt.eu/consulta-per-il-terzo-statuto-svilita-dalla-stessa-maggioranza/

6/VI – «La Catalogna è in fase di pre indipendenza, noi in fase di pre centralismo romano» (di Marco Grossmann):
www.ntnt.eu/la-catalogna-e-in-fase-pre-indipendenza-noi-in-fase-di-pre-centralismo-romano/

5/V – «Sì incondizionato alla riforma costituzionale: PATT e UPT verso la svendita della nostra autonomia» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/si-incondizionato-alla-riforma-costituzionale-patt-e-upt-verso-la-svendita-della-nostra-autonomia/

12/IV – «Approvata la Riforma Renzi con i voti PATT e SVP: l’Autonomia ne esce danneggiata» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/approvata-la-riforma-renzi-con-i-voti-patt-e-svp-lautonomia-ne-esce-danneggiata/

8/II – «Verso il funerale della Regione?» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/verso-il-funerale-della-regione/

18/I – «Terzo Statuto: strada pericolosa e inutile» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/terzo-statuto-strada-pericolosa-e-inutile/

_2015_

24/XI – «Riforma del Titolo V della Costituzione, un “affare” tra Trento e Roma, così anche per Bolzano?» (di Marco Grossmann):
www.ntnt.eu/riforma-del-titolo-v-della-costituzione-un-affare-tra-trento-e-roma-cosi-anche-per-bolzano/

14/X – «Cronaca di un centralismo che avanza» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/cronaca-di-un-centralismo-che-avanza/

10/X – «Autonomia veramente blindata?» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/autonomia-veramente-blindata-o/

5/V – «Il Premier Renzi in Regione» (di Marco Grossmann):
www.ntnt.eu/il-premier-renzi-in-regione/

20/III – «Nuovo centralismo in arrivo?» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/nuovo-centralismo-in-arrivo/

4/III – «Il PD a difesa dell’autonomia…» (di Marco Grossmann):
www.ntnt.eu/il-pd-a-difesa-dellautonomia/

_2014_

31/X – «Autonomia in pericolo» (di Marco Grossmann):
http://www.ntnt.eu/autonomia-in-pericolo/

11/VII – «Riforma del Titolo V: un grave pericolo» (di Michele Bella):
www.ntnt.eu/pericolo-autonomia/





Una risposta a Appello al voto: votiamo no per l’Autonomia e il futuro della nostra Terra
  1. ugorauzi@libero.it'
    • ugo rauzi
    • Matteo Renzi chiede il referendum per mettere in pratica cosa aveva scritto nel suo libro STIL NOVO
      A pagina 71 dice:
      “Ci vuole una cura radicale per risolvere il problema. Via le province trasformate in enti di secondo livello, via i consorzi di bonifica, via le finte authorities che spesso servono a far crescere il sottobosco delle poltrone più che a regolare i mercati. Via le regioni a statuto speciale e si introduca un numero massimo di consiglieri per ogni realtà regionale…
      A Pagina 74 dice:
      Giuro a me stesso che, se domani dovessi avere un ruolo nella politica nazionale, questo elenco di riforme da attuare subito me le tatuo in fronte.