Ho notato che anche chi crede che tutto sia predestinato e che non si possa fare nulla per cambiarlo, guarda prima di attraversare la strada Stephen Hawking, fisico, matematico e cosmologo britannico

Col sì pura incoscienza politica del PATT: la clausola di salvaguardia è scritta male

  • Col sì pura incoscienza politica del PATT: la clausola di salvaguardia è scritta male

  • 25 ottobre 2016 da 1 Commento

In questi giorni sta circolando in tutto il Trentino un giornalino di propaganda fatto dal Gruppo consiliare del PATT per spingere la popolazione a votare sì alla riforma costituzionale. “Le pagine in questione sono scritte su presupposti falsi: il Partito Autonomista Trentino Tirolese sta commettendo un errore storico che noi tutti pagheremo magari proprio per il voto favorevole di quelle migliaia di persone convinte da questo libricino del tutto fuorviante”, commenta Michele Bella, Obmann del Movimento Nuovo Trentino Nuovo Tirolo – Freiheitliche.

“Queste pagine appartengono infatti al mondo delle favole. Innanzitutto il “principio dell’intesa” è in realtà debole e di sicuro non così forte come messo nero su bianco dal PATT, del resto basti a riguardo menzionare il contributo del Prof. R. Toniatti sul Corriere dell’Alto Adige del 1/7/2016 («la salvaguardia è essenzialmente di natura politica», si veda alla fine). Dunque non è vero che fino alla revisione degli Statuti d’Autonomia restino «in vigore le norme dell’attuale Costituzione». Questa errata convinzione è dovuta alla sbagliata formulazione del famoso art. 39 co. 13: il vecchio testo sparisce dalla realtà costituzionale, del resto – logicamente – non possono esistere due diverse versioni della costituzione in vigore allo stesso tempo. Gli effetti della modifica del Titolo V riguarderanno pertanto anche noi. Per cominciare perderemo le “maggiori forme d’autonomia” che abbiamo assunto in diverse materie grazie alla ‘Clausola di maggior favore” nel 2001. Ma non solo, anche l’introduzione dei principi dell’unità economica e giuridica della Repubblica e dell’interesse nazionale all’interno della cosiddetta ‘Clausola di supremazia della legge statale’ potranno essere utilizzati contro le Autonomie speciali tramite la giurisprudenza della Corte Costituzionale come già succede con le materie ‘trasversali’, e questo ‘Clausola di salvaguardia’ o Terzo statuto che sia.

In definitiva ci troviamo dinanzi ad un grave errore storico: si scorda che la nostra autonomia è inserita in una precisa cornice costituzionale e si crede – ingenuamente – che bastino due righette di clausola scritte male (l’art. 39 co. 13) per arginare gli effetti di questa riforma fortemente centralista e lesiva delle autonomie regionali. Pura incoscienza politica: se vincerà il sì pagheremo care queste leggerezze del Centrosinistra autonomista”, così conclude Michele Bella, Obmann del Movimento Nuovo Trentino Nuovo Tirolo – Freiheitliche.






Una risposta a Col sì pura incoscienza politica del PATT: la clausola di salvaguardia è scritta male
  1. rosabaracetti@yahoo.it'
    • paolo rosa
    • RIFORMA COSTITUZIONALE E AUTONOMIE SPECIALI.
      La Riforma Costituzionale si sta rivelando sempre di più una legge anti-autonomia della nostra Provincia e Regione, anche se i necessari passi per spogliare la provincia di questo poteri avverranno con passi successivi dopo che la riforma sarà approvata.
      Come ha chiarito il prof.. Roberto Toniatti, la clausola sospensiva di cui all’art.39 comma 12 che sospende per ora e fino alla revisione dei rispettivi Statuti l’applicazione alle Speciali della legge Costituzionale Boschi-Renzi, non è in realtà una clausola di salvaguardia in quanto essa può essere superata dalla clausola di supremazia dello stato italiano contenuta nell’art. 117 comma 4 .
      In sostanza, in mancanza di una intesa forte tra Stato e Regione , che dovrebbe essere sottoscritta prima e non dopo il referendum, lo Stato potrà invocare la clausola di supremazia statale e togliere l’autonomia alle Speciali, scenario questo che è già da tempo in preparazione all’interno dell’attuale maggioranza di governo nazionale stante la avversità alle autonomie speciali.. Perché questo non possa accadere in futuro sarebbe necessario il diritto di veto delle Speciali ma questo non è neppure lontanamente concepito nella riforma Boschi il che è oltremodo significativo! Dire quindi-come sta accadendo- che l’autonomia uscirebbe rafforzata dal si al referendum. significa solo rischiare il futuro della autonomia .. E’ bene che i cittadini delle due Province autonome ci facciano un pensierino prima che sia troppo tardi